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Mercoledì scorso (17 giugno) lo Iacp (Istituto autonomo case popolari), proprietario dello stabile di via Boito 7, ha organizzato un tavolo di discussione coinvolgendo sia il Laboratorio Zeta che l'associazione Aspasia.


L'incontro è iniziato con la consegna da parte nostra dell'appello sottoscritto da più di 2000 persone e di un dossier di documenti e articoli sulla storia del Laboratorio Zeta, ed è proseguito con la proposta da parte dello Iacp di uno stabile a Borgo Nuovo Sud, disponibile non prima di 3 anni, come sede alternativa per il Laboratorio.
E' chiaro che questa non è considerabile neanche una vera proposta, ma, a prescindere da ciò, noi siamo stati chiari sin dall’inizio sul fatto che da parte nostra non c'è alcuna disponibilità a lasciare il posto, e che semmai le proposte (possibilmente serie) di soluzioni alternative, non bisogna trovarle per noi, quanto piuttosto per l'altra associazione, lasciando continuità fisica a chi ha già avviato un percorso quasi decennale.

Dopo circa due ore e mezzo di discussione su questo punto sembrerebbe che le parti abbiano trovato, più o meno, un accordo.
L'incontro si è infatti concluso con l'impegno da parte dello Iacp a trovare spazi alternativi, in accordo con le istituzioni locali, per l'associazione Aspasia, dichiaratasi disponibile a "rinunciare" allo stabile di via Boito 7, qualora le venisse proposta un’altra soluzione. Si è inoltre deciso di continuare la discussione con il Laboratorio Zeta, riconoscendo la “politicità” della questione al di là degli aspetti tecnico-giuridici.

Nelle prossime settimane ci dovrebbero essere quindi nuovi incontri per far evolvere la discussione, e anche l'ultimatum del 22 giugno "dovrebbe" essere scongiurato e l'ufficiale giudiziario, che comunque il 22 si presenterà in via Boito 7, "dovrebbe" tenere conto di questa evoluzione.

Va da sé che come primo passo ci sembra un passo avanti. E' chiaro, però, che l'evoluzione è tutta da scrivere e che non c'è da cantare vittoria: qualsiasi ripensamento da parte degli altri soggetti lo consideriamo già messo in conto.
Dopo otto anni, comunque, finalmente è chiaro che qualsiasi ragionamento sul destino dello stabile non può prescindere da chi in quel posto già ci sta. E questo ci sembra già di suo un significativo passo in avanti.

Per questo confermiamo l'appuntamento di lunedì mattina (22 giugno) alle 9.00 al Laboratorio per ricevere insieme l'ufficiale giudiziario e per approfittarne per fare una discussione allargata sulla vertenza.

Lo abbiamo detto subito, quella di Zeta non è una vicenda privata.
E' una vicenda che coinvolge tutti coloro che in questi anni hanno sentito il Laboratorio come un modo diverso di vivere la propria città, per questo è strettamente legata ad altre vicende e vertenze in corso attualmente a Palermo: ricordiamo infatti che continua ad essere aperta la questione dell'http://www.kom-pa.net/index.php?option=com_content&task=view&id=224&Itemid=47, così come è ancora incombente la minaccia di sgombero alle famiglie che hanno occupato http://www.kom-pa.net/index.php?option=com_content&task=view&id=263&Itemid=47 insieme al Comitato di lotta per la casa 12 Luglio, ed è ai primi passi la vicenda dei tre docenti dei Cobas denunciati il 23 Maggio scorso, durante la manifestazione in memoria di Giovanni Falcone, per avere aperto uno striscione con su scritto “La mafia ringrazia lo Stato per la morte della scuola”.

E' in corso, evidentemente, un'offensiva contro quei soggetti che lottano in città (ma evidentemente non solo) per allargare la sfera dei diritti ed osano criticare lo status quo; è necessario rispondere con la massima solidarietà e ribadendo con forza le nostre ragioni.

Per questo ci sembra importante portarla avanti nel modo più pubblico possibile, rendendo note le evoluzioni e le nostre scelte e creando momenti di condivisione e partecipazione.
Continueremo a farlo. Consapevoli che si tratta anche di un esercizio politico di cui la nostra città ha forte bisogno.

Zeta non si tocca


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